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Fatfobia

Mercoledì di Rochester

Fatfobia

James Hansen 7 febbraio 2024

La moderna società occidentale cerca quasi con disperazione di ‘liberalizzarsi’, di creare ‘opportunità uguali’ per tutti. Ogni tipo di discriminazione – di razza, di orientamento sessuale, di età, di etnia e così via – viene sistematicamente presa di mira e si tenta di sopprimerla.

Esiste però un’oppressa minoranza che non riesce a farsi prendere troppo sul serio: gli obesi. Il problema è particolarmente sentito negli Stati Uniti dove, secondo le stime del NIH governativo (l’insieme degli ‘Istituti Nazionali di Sanità’), quasi una persona su tre (30,7%) fra la popolazione adulta è in sovrappeso, due persone su cinque risultano ‘obese’, mentre il 9,2% degli adulti è, schiettamente, ‘iper-obeso’.

Per quanto sia particolarmente evidente negli Usa, l’epidemia di grasso è presente in tutto l’Occidente, seppure non da sempre. Come dimostra il banner pubblicitario circense del 1894 che appare qui sopra, ancora poco più di un secolo fa l’essere patologicamente grassi era di una tale rarità che gli impresari si aspettavano che il pubblico pagasse per vederne un caso. Si suppone, plausibilmente, che la patologia sia una sorta di ‘malattia della prosperità’, una possibile spiegazione del motivo per cui l’obesità è meno comune in Asia, dove la disponibilità economica per ‘abbuffarsi’ regolarmente arriva in tempi più recenti.

Comunque sia, la discriminazione nelle assunzioni e sul lavoro è da tempo assodata. Non è solo una questione ‘estetica’. È stato dimostrato che la percezione comune degli iper-obesi sia spesso accompagnata dalla convinzione che questi siano meno intelligenti, meno sani, pigri, dallo scarso autocontrollo e, in generale, ‘culturalmente svantaggiati’: un complesso di pregiudizi collettivamente noto come fatfobia.

Malgrado il fenomeno sia relativamente comune, scarseggiano i tentativi di creare protezioni legali sul lavoro per gli obesi. Proposte in questo senso al livello dell’UE non hanno avuto successo e perfino negli Usa i grassi non sono una ‘categoria protetta’. Uno solo dei cinquanta stati – il Michigan – ha vietato per legge la discriminazione in base al peso corporeo. Ci sono state iniziative locali – recentemente a New York – per vietare discriminazioni basate sul peso dei dipendenti: una novità molto malvista dagli operatori del fitness, dello spettacolo e del mondo della moda.

È possibile, e forse augurabile, che la questione possa essere risolta diversamente. Importanti novità farmaceutiche – come la semaglutide Ozempic – sono entrate in commercio per le terapie contro l’obesità. È presto per conoscerne l’impatto su larga scala. Il loro utilizzo è comunque associato a programmi di attività fisica e attenzione alla dieta. Tarda ad arrivare la bacchetta magica…